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sabato 14 novembre 2009

TEORIA DEL TEMPO ZERO "INFINITO" !

CAPACITA' CONTENITIVA SPAZIO-TEMPO
Se potessi osservare un palazzo che dista 900.000 km da me, mi rendo conto con un semplice calcolo matematico che per raggiungere visivamente il palazzo impiego 3 secondi. Quando avrò raggiunto il palazzo saranno trascorsi, viaggiando alla velocità della luce : tre secondi. Quindi, il palazzo che adesso io sto vedendo e toccando è un palazzo differente di quello di tre secondi fa.
Quindi l’immagine di prima era un palazzo del tempo passato (anche se sono trascorsi solo 3 secondi luce ).
Adesso Quello che io ho davanti è sempre un immagine di un palazzo del passato, perché ?
Anche se in millisecondi il mio occhio per raggiungere e vedere il palazzo com' è impiegherà sempre una piccola quantità di tempo,quindi ogni immagine appartiene costantemente al passato anche se recentissimo (nell’ordine dei millesimi di secondo) e per deduzione tutte le cose sono di un tempo passato e non di un tempo presente.
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Usando i 5 sensi si interagisce sempre con cose che appartengono al nostro passato.
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Diversamente se il mio occhio impiega sempre 3 secondi per vedere lo stesso palazzo, per far sì che quello che io veda, non sia un palazzo del passato ma del mio presente :
dovrei allontanarmi e indietreggiare dal palazzo alla velocità della luce di altri tre secondi (e posizionarmi a 1.800.000 km di distanza) in questo modo annullo lo spazio-tempo che fa invecchiare l’immagine e vedrò esattamente alla distanza di 6 secondi luce: il palazzo nel mio presente . Questo avviene dopo tre secondi visivi, esattamente nel momento in cui trascorreranno 3 secondi dal mio indietreggiare cioè di nuovo a 900.000 km ,a questa distanza che era quella iniziale il mio punto visivo si trova a metà strada di 6 secondi luce.
Però, a differenza di prima: ora a 3 secondi luce dal palazzo cioè 900.000 km vedo un palazzo del presente, e non più del passato come osservato inizialmente.
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Ulteriormente se voglio vedere il mio solito palazzo come sarà nel mio futuro, devo prima indietreggiare dal palazzo alla velocità della luce di tre secondi (a 6 secondi = 1.800.000 km), e “in questo momento mi trovo nel presente del palazzo,
e se ulteriormente mi allontano dal palazzo sempre alla velocità della luce di altri tre secondi (900.000 km ) vedrò il palazzo che non ho ancora visto quello del mio futuro ed esattamente a 9 secondi luce (a 2.700.000 km).
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Infatti partendo da nove secondi luce (2.700.000 km) vedrò un palazzo del mio futuro, trascorsi tre secondi luce ed esattamente al sesto secondo. (rimangono 6 secondi luce 1.800.000 km) .
Partendo da sei secondi luce (1,800.000 km) vedrò un palazzo del mio presente, trascorsi tre secondi luce ed esattamente al terzo secondo. (rimangono 3 secondi luce 900.000 km) .
Partendo da tre secondi luce (900.000 km) vedrò un palazzo del mio passato, trascorsi tre secondi luce ed esattamente al tempo 0, chiamato secondo d’impatto . (rimangono 0 secondi luce con 0 km) .

Trascorsi anche gli ultimi tre secondi luce rimanenti io non vedrò più nessun altro palazzo infatti non c’è tempo-spazio per far sì che io visualizzi e raggiunga visivamente il palazzo: "che sia presente,passato o futuro".
Infatti scompare lo spazio/tempo e tutto quello che non può essere percepito in ordine di spazio/tempo non esiste nel reale.
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Quello che non deve cambiare per far sì che ci sia un palazzo del passato,del presente e del futuro : è l’osservatore o meglio il percettore visivo.Questo vivrà un proprio tempo (unico),che potrà percepire in modi differenti ma soggettivi.
Ancora una volta l’essere inteso come unico, crea la realtà, il tempo e lo spazio.
Ancora una volta un universo personale con i propri soggetti e sensazioni, non può essere modificato da altri.
Ogni sensazione, ogni cosa è personale e non duplicabile in nessun altro universo personale.
Ricapitolando
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9 secondi – 3 secondi = al 6° secondo futuro
2.700.000 km – 900.000 km = 1.800.000 km

9 secondi -6 secondi = al 3° secondo presente
2.700.000 km – 1.800.000 km = 900.000 km

9 secondi – 9 secondi = allo 0 secondo (percepito come presente) = passato
2.700.000 km – 1.800.000 km – 900.000 km = 0 km

Al tempo zero o secondo zero, non vi è nulla, infatti, non avendo né tempo(secondi) né spazio (km) non può esistere nulla di convenzionalmente percepibile come reale.


In questo tempo zero si ha una percezione del reale diversa, una percezione dove il tempo non è,e lo spazio non sarà, quindi vi è una percezione della propria essenza che viene inglobata nel tutto. In questo punto zero, si ha la percezione di esistere nel tempo e nello spazio , in modo attivo e come parte integrata del tutto.
Abbandonando la realtà percepita per convenzione, in questo tempo zero inizia lo spazio e il tempo senza fine , quello non convenzionale : quella particolare dimensione che solo il nostro io può personalmente percepire,provare e proiettare.
Da questo punto in poi tutto e possibile, le leggi della fisica perdono la propria caratteristica di immutabilità.
Da questo punto zero inizia l’immenso e l’infinito, il tutto in una dimensione e in uno spazio tempo che non sono e non fanno parte di questa realtà convenzionale.
Da questo punto zero inizia il tutto nel senso più ampio.

Esempio: dell’osservazione dell’uomo che cammina o corre, in che punto si trova esattamente “forse è già a casa e sta mangiando”

IL TEMPO CI RINCORRE PER VEDERE LE COSE BISOGNA PRENDERE UNA SPECIE DI RINCORSA SPAZIO/TEMPO BISOGNA ANTICIPARE IL CERVELLO.
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© Pacifico Gammella
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